Analfabeti digitali e digital divide
Che cosa c’entra l’articolo pubblicato su repubblica di stamattina sugli analfabeti digitali e l’intervista a Francesco Morello di Riccardo Luna con dopo la terza media?
Da oltre sei anni a questa parte abbiamo utilizzato un blog per cercare di documentare e condividere il percorso che facevamo sull’orientamento alla scelta, convinti che la partecipazione di ragazzi, docenti e genitori fosse importante per cercare di utilizzare gli stessi linguaggi, favorire la conoscenza delle rappresentazioni che ci facciamo sul futuro.
Il futuro, sì, perchè scegliere una scuola secondaria è scegliere un pezzo di futuro e il futuro non può prescindere neppure dalla considerazione che chi non conosce l’utilizzo delle nuove tecnologie rischia di essere escluso dalla conoscenza e dall’apprendimento e quindi dal lavoro così come dalla possibilità di partecipare alla vita della comunità, alle scelte che devono essere fatte e producono cambiamenti sulla nostra vita.
Sia chiaro che le nuove tecnologie senza sapere scrivere in italiano o saper fare di conto, senza conoscere la storia o avere cognizione di dove ci troviamo,non serviranno comunque, ma Federico Morello che è un ragazzo di 16 anni, si è posto il problema di avere il “pane digitale”, ovvero di garantire il diritto alla rete internet anche nei luoghi più inaccessibili.
Anche nel momento in cui devo fare una scelta devo poter avere a disposizione tutti gli strumenti per avere la maggiore e più qualificata fonte di informazione, devo saper utilizzare gli strumenti di comunicazione e sapermi orientare all’interno delle informazioni.
Internet ci offre in questo momento uno strumento di informazione e comunicazione potentissimo, i social network ci permettono di condividere informazione e conoscenza, oltre a costituire uno strumento di incontro.
E’ però evidente che la differenza la fa la modalità con la quale utilizziamo questi strumenti, quanto li conosciamo e quanto siamo capaci di utilizzarli per qualcosa di diverso dal futile, da quello che viene definito come “cazzeggio”.
Se torniamo all’articolo che abbiamo linkato sugli analfabeti digitali scopriamo che una grossa responsabilità ce l’hanno gli adulti, spesso incapaci di governare l’utilizzo delle tecnologie e quindi di presidiare e monitorare un utilizzo diverso della rete internet.
Noi siamo convinti che tra voi si nascondano diversi Federico Morello e che molti altri possano venire allo scoperto per partecipare e contribuire a suggerire e proporre il cambiamento necessario, non a caso abbiamo pensato di utilizzare la peer education come modalità di comunicazione.

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