Dopo la terza media

my secondary school draft with a little help from my friends

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Iscrizioni a scuola dei Nativi Digitali

Paolo Ferri, docente dell’Università La Bicocca di Milano, ci dice che esiste un’intelligenza digitale e che si tratta di una intelligenza diversa propria dei nativi digitali.

Giovanni Biondi del Miur ci dice invece che più di un milione di famiglie hanno fatto l’iscrizione online, in alcuni casi i genitori si sono fatti aiutare dai figli e forse qualcuno si è accorto che il mondo è cambiato.

Paolo Ferri insiste quindi e dice che: “Il digitale è qui per restare e con lui dobbiamo convivere. Ogni salto di paradigma implica un certa incommensurabilità con il paradigma precedente, in questo caso con la Galassia Guntemberg e oggi non ci sembra piu’ necessario discutere ragionare e ricercare credendo di essere ancora nel paradigma precedente e “condannando” o “elogiando” il nuovo. Oggi siamo nel nuovo e dobbiamo capirne ed analizzarne le caratteristiche positive o negative che siano e questo perché abbiamo il dovere di consegnare alla generazione dei “nativi digitali” il patrimonio di 6.000 anni di cultura analogica.”

La scuola dematerializzata che verrà

Quattro linee d’azione del Miur e 70 milioni di euro per incominciare il processo di dematerializzazione della scuola.

Se vi hanno turbato le iscrizioni online dovrete prepararvi ad uno scenario futuro che vedrà importanti cambiamenti nel mondo della scuola, che interessano tutte le sue componenti, studenti, genitori e docenti.

Si tratta di colmare un gap con l’Europa che è importante per il futuro dei giovani, per le opportunità di studio, di lavoro e di vita.

Le quattro azioni riguardano: Lim in classe, Scuola 2.0, Cl@ssi 2.0 e Centri Scolastici digitali.

Nell’articolo che linkiamo Carlo Maria Medaglia si chiede:”La domanda che tuttavia sorge spontanea a fronte di tanti cambiamenti che non sono soltanto tecnologici ma anche e soprattutto culturali é: quanto questo nuovo paradigma incide sui modelli di apprendimento, sul ruolo dell’insegnante, della famiglia e dello studente?

La domanda che tuttavia sorge spontanea a fronte di tanti cambiamenti che non sono soltanto tecnologici ma anche e soprattutto culturali é: quanto questo nuovo paradigma incide sui modelli di apprendimento, sul ruolo dell’insegnante, della famiglia e dello studente?

Un problema trattato da Paolo Ferri che su questo e su altro qui risponde a Giovanni Biondi, ricordando la necessità di cablare le strutture per consentire a nativi e immigranti digitali di avere una connessione sempre disponibile ad internet all’interno delle scuole.

Incontro con i genitori della Scuola Marchetti

Questa sera alle ore 18 presso la Scuola Marchetti di Senigallia, incontro con i genitori dei ragazzi delle terze, saranno presenti i ragazzi che stanno raccontando la loro scelta con la modalità della peer education e le scuole secondarie di secondo grado della città.

Quest’anno i ragazzi delle terze della scuola Marchetti non hanno partecipato al percorso di orientamento presso la sede dell’Informagiovani.

Noi restiamo comunque a disposizione dei ragazzi e dei genitori che volessero venire da qui a febbraio presso il nostro Centro informagiovani, siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e il martedì e giovedì dalle ore 15.15 alle ore 17.45.

Su questo blog e su twitter usando l’hashtag #dopolaterzamedia si possono seguire le varie fasi del percorso con le classi partecipanti.

Noi cerchiamo di dare ai ragazzi degli strumenti per saper utilizzare le informazioni che servono per fare una scelta, usiamo i social network come facebook e twitter perchè permettono di condividere le informazioni.

Siamo convinti che genitori, docenti e quanti si occupano di ragazzi,ragazze, e giovani in generale debbano conoscere opportunità e rischi connessi con l’utilizzo di qualsiasi strumento di comunicazione, quindi sicuramente con le nuove tecnologie.

Non esserci significa aumentario il divario digitale tra i nativi digitali, gli immigrati digitali e quelli che restano offline.

Non è un problema trascurabile, perchè in ballo c’è il futuro dei nostri figli prima ancora del nostro, così prossimo.

E’ un problema di saperi, di competenze, di cittadinanza, di diritti che non a caso fanno proporre a Stefano Rodotà e altri una proposta per meodificare l’art.21 della Costituzione Italiana, per chiedere il diritto a internet come diritto di cittadinanza.

Ai ragazzi che abbiamo incontrato abbiamo parlato di cosa significa una comunità che condivide, qualcosa di più grande di un social network, ma c’è del lavoro per ricostruirla.

Noi ne facciamo solo una parte.

Che fare dopo la terza media

Ripartiamo con il percorso di orientamento per i ragazzi delle terze classi della scuola media, con l’aiuto dei ragazzi peer educators, che studiano presso gli istituti superiori della città.

Questo blog documenta da molti anni tutto il percorso che prevede anche un incontro per ogni scuola media con i genitori dei ragazzi.

Lunedì 19 alle 10 cominciamo con la formazione per i peer educator:

cosa è la peer education

cosa posso fare per aiutare a fare la scelta giusta

quali strumenti si devono utilizzare

perchè raccontare la propria esperienza

perchè un blog

perchè i social network

l’hashtag per seguirci su twitter #dopolaterzamedia

Buone Feste e buona scelta

Non vi nego che sentiamo la vostra assenza, perchè lavorare con ragazzi come voi ci aiuta a guardare con più fiducia al futuro, anche e forse sopratutto in un periodo come questo.

Stiamo lavorando al documento sulla valutazione, quella fatta dai ragazzi della terza media e quella dei peer educators, la pubblicheremo qui e ne discuteremo con i vostri insegnanti.

Poi ci farà piacere ricevere altri commenti, intanto cogliamo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questo percorso di orientamento alla scelta, è quasi Natale e voi siete già in vacanza, un anno sta per finire e nel mese di gennaio ricomincerete a considerare la vostra scelta.

Per il momento auguri di Buone feste e come vi abbiamo detto noi siamo a disposizione per incontrarvi di nuovo, se volete anche con i vostri genitori.

Auguri.

il cannocchiale

Il nostro tempo dedicato alla peer education è servito a crescere e far crescere….è stato mistico ed ineffabile

Una scelta consapevole…

Ciao a tutti! Siamo due ragazze della quarta superiore del Liceo Scienze del Linguaggio, che dall’anno scorso si è trasformato in Liceo Socio Economico.

I nostri nomi sono Veronica e Pamela ed entrambe pensiamo che questa sia stata un’esperienza stimolante, perchè abbiamo acquisito più sicurezza in noi stesse (anche per noi è difficile parlare in pubblico). Al contempo è una buona esperienza per i ragazzi di terza media, che , pur non essendo grandi, si trovano di fronte ad una scelta molto importante, che condizionerà i loro futuri cinque anni (e non solo…).

La modalità della peer education è sicuramente la migliore, perchè i ragazzi si trovano meno in difficoltà, dato che siamo quasi coetanei e ci siamo trovati di fronte a questa scelta solo alcuni anni prima di loro. A nostro parere questa è un’importante occasione ed opportunità per chiedere curiosità ed informazioni a persone che hanno fatto questa scelta prima di loro. Pensiamo che questa modalità debba essere accompagnata anche dalla visita alle scuole (nelle giornate della scuola aperta).

Anche noi in terza media abbiamo partecipato a questo progetto come “spettatori”, ascoltando le esperienze dei ragazzi più grandi di noi. Per questo capiamo perfettamente che sia difficile domandare ed avere il coraggio di soddisfare le proprie curiosità, anche se questo è necessario per una scelta consapevole!

L’invito che facciamo a tutti è, però, quello di scegliere senza farsi condizionare dai pareri altrui e di ascoltare sempre voi stessi, inseguendo le vostre passioni e i vostri sogni!

Molte più opportunità dei rischi: digital divide no grazie

Conoscere opportunità e rischi, vale per la scelta che i ragazzi devono fare,vale per molte delle cose che ci riguardano, segnaliamo alcuni contributi importanti per capire le cause del digital divide, dato che l’informazione la conoscenza sono davvero due capisaldi per partecipare, studiare e lavorare.

Leggetevi anche l’interessante articolo di comunicatori e comunicazione sui nuovi approcci alla sicurezza online per i ragazzi.

Si punta molto sull’insistere sulle opportunità senza trascaurare i rischi, che già troppo enfatizzati e sopratutto poco conosciuti rischiano di aumentare proprio il divario digitale.

Non abbiamo ancora terminato tutti gli incontri con i ragazzi e quindi non facciamo ancora una valutazione su quello che abbiamo visto, ma c’è piaciuto

molto vedere tanto interesse da parte dei ragazzi, il loro prendere appunti e anche qualche simpatica sorpresa, come quella di questa maglietta

esibita proprio durante un incontro di dopo la terza media.

Il primo incontro con la 3A della Belardi: la cultura, l’impegno e la responsabilità

E’ finito da poco il primo incontro con la 3A della Belardi, è sempre interessante ascoltare i ragazzi, ieri in radio ho sentito una citazione, non so di chi sia, ma diceva se vuoi spiegare ai ragazzi cosa sia la cultura mettiti ad ascoltarli.

Oggi li abbiamo ascoltati, alcuni di loro hanno raccontato la loro storia, la loro scelta, alcuni hanno raccontato le loro rappresentazioni di quello che li circonda, sono arrivati messaggi molto chiari e forti sull’impegno e la responsabilità, alla faccia di chi pensa che siano irresponsabili e disimpegnati.

Aspettiamo qualsiasi tipo di commento su questa giornata, critiche e apprezzamenti, condivisione di spunti e informazioni sulla scelta, si possono fare domande e poi provare a dare delle risposte.

Grazie a tutti quelli che c’erano, ai ragazzi peer educators, all’insegnante e ai ragazzi che devono fare una scelta importante, per il loro futuro.

Vi ricordiamo che tramite l’hashtag #dopolaterzamedia trovate su twitter oltre che a fianco di questo post, i temi discussi.

Nuovo incontro con i genitori alla Scuola Fagnani

Stasera siamo alla scuola Fagnani a raccontare il progetto dopo la terza media, confidiamo nell’apporto dei ragazzi peer educator, perchè le loro storie sono interessanti e mostrano come sia importante condividere con i propri genitori le scelte ed essere sostenuti dagli stessi,anche quando la strada diventa più difficile.

Come abbiamo fatto nei precedenti incontri racconteremo i passi del progetto, cosa facciamo con i ragazzi e come sia importante saper utilizzare gli strumenti  per trovare le informazioni che ci interessano.

Saper fare le scelte vuo dire  definireil nostro obiettivo, tenendo conto di valori, vincoli, opportunità, capacità.

La nostra azione orientativa è una parte di un processo che vede diverse agenzie educative: la scuola, i genitori, la comunità e gli amici .

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