Dopo la terza media

my secondary school draft with a little help from my friends

Archivio per la categoria “formazione peer”

Che fare dopo la terza media

Ripartiamo con il percorso di orientamento per i ragazzi delle terze classi della scuola media, con l’aiuto dei ragazzi peer educators, che studiano presso gli istituti superiori della città.

Questo blog documenta da molti anni tutto il percorso che prevede anche un incontro per ogni scuola media con i genitori dei ragazzi.

Lunedì 19 alle 10 cominciamo con la formazione per i peer educator:

cosa è la peer education

cosa posso fare per aiutare a fare la scelta giusta

quali strumenti si devono utilizzare

perchè raccontare la propria esperienza

perchè un blog

perchè i social network

l’hashtag per seguirci su twitter #dopolaterzamedia

:-)

E’ stata un’ esperienza formativa che ci ha avvicinato ai problemi che i ragazzi  di terza media stanno affrontando riguardo alla scelta della scuola superiore, scelta che interesserà anche noi per l’ università.

La nostra opinione

siamo un  gruppetto dell’I.P.S.I.A. “Bettino Padovano” composto da ragazze del corso chimico e 2 ragazzi del corso meccanico ed elettrico questa esperienza è stata costruttiva per i ragazzi delle medie, perchè sono venuti a contatto con le nostre realtà. Per noi è stato interessante renderci utili, chiarendo le loro eventuali incertezze. I ragazzi erano spesso timidi e poco interattivi per questo credo che bisognerebbe cambiare l’impostazione dell’incontro. Tirando le conclusioni speriamo di esserci stati di aiuto a vicenda.

una scelta… di vita!

ciao ragazzi io mi chiamo Nicole e frequento il liceo scientifico;

ciao ragazzi io mi chiamo Fabio e frequento l’ IPSIA corso chimico;

ciao ragazzi io mi chiamo Mattia e frequento l’IPSIA corso meccanico;

volevamo consigliarvi di seguire le vostre passioni e non farvi influenzare da nessuno, perchè solo voi sapete davvero ciò che vi piace fare… in tutte le scuole ci si deve impegnare, non preoccpuatevi di quello che farete da grandi perchè se fate qualcosa che vi piace con successo potete diventare i migliori in quel campo. vi auguriamo di fare la scelta giusta se avete bisogno noi siamo qui per rispondere a qualsiasi domanda sulle nostre scuole!

il cannocchiale

Il nostro tempo dedicato alla peer education è servito a crescere e far crescere….è stato mistico ed ineffabile

Una scelta consapevole…

Ciao a tutti! Siamo due ragazze della quarta superiore del Liceo Scienze del Linguaggio, che dall’anno scorso si è trasformato in Liceo Socio Economico.

I nostri nomi sono Veronica e Pamela ed entrambe pensiamo che questa sia stata un’esperienza stimolante, perchè abbiamo acquisito più sicurezza in noi stesse (anche per noi è difficile parlare in pubblico). Al contempo è una buona esperienza per i ragazzi di terza media, che , pur non essendo grandi, si trovano di fronte ad una scelta molto importante, che condizionerà i loro futuri cinque anni (e non solo…).

La modalità della peer education è sicuramente la migliore, perchè i ragazzi si trovano meno in difficoltà, dato che siamo quasi coetanei e ci siamo trovati di fronte a questa scelta solo alcuni anni prima di loro. A nostro parere questa è un’importante occasione ed opportunità per chiedere curiosità ed informazioni a persone che hanno fatto questa scelta prima di loro. Pensiamo che questa modalità debba essere accompagnata anche dalla visita alle scuole (nelle giornate della scuola aperta).

Anche noi in terza media abbiamo partecipato a questo progetto come “spettatori”, ascoltando le esperienze dei ragazzi più grandi di noi. Per questo capiamo perfettamente che sia difficile domandare ed avere il coraggio di soddisfare le proprie curiosità, anche se questo è necessario per una scelta consapevole!

L’invito che facciamo a tutti è, però, quello di scegliere senza farsi condizionare dai pareri altrui e di ascoltare sempre voi stessi, inseguendo le vostre passioni e i vostri sogni!

Serietà per una scelta consapevole

Per me questa esperienza è stata come guardarmi indietro, cioè riflettere sulla scelta che quattro anni fa mi ha portato a intraprendere una nuova scuola. Non avendo mai fatto un’esperienza del genere, è stata una cosa nuova e stimolante che mi ha permesso di condividere le mie opinioni con altri ragazzi. Mi sarebbe piaciuto avere avuto la possibilità di confrontarmi con ragazzi più grandi quando è raggiunto il momento di cambiare scuola. Nonostante questo continuo a credere che la scelta di una scuola superiore sia  un passo in più verso la maturazione e per questo non adatta a dei ragazzi di 13 o 14 anni che ancora non hanno un’idea ben precisa sul loro futuro. Molto importante sarebbe mettere a proprio agio i ragazzi facendogli capire che questa scelta l’hanno attraversata tutti e che quindi non ha motivo di essere temuta. Detto questo vorremo far capire  ai ragazzi partecipanti che sarebbe stato più fruttivo la presenza di maggior attenzione e serietà. Speriamo comunque in cuor nostro che questa esperienza possa essere stata d’aiuto ai ragazzi che avevano bisogno di chiarirsi le idee.

 

Geppetto, Pinocchio e la peer education

 

Alla fine di ogni mattinata facciamo una valutazione con i ragazzi per avere anche noi dei feedback, eccoli alla valutazione

Per capire come le informazioni possono essere soggettive ed è bene verificare le fonti facciamo un gioco che ha come protagonisti Mastro Geppetto, Mastro Ciliegia, La Mangiafuoco & Co. e naturalmente Pinocchio, ma i conti non tornano quasi mai……

qui sotto invece il momento della peer education, i ragazzi delle scuole secondarie si raccontano.

Analfabeti digitali e digital divide

Che cosa c’entra l’articolo pubblicato su repubblica di stamattina sugli analfabeti digitali e l’intervista a Francesco Morello di Riccardo Luna con dopo la terza media?

Da oltre sei anni a questa parte abbiamo utilizzato un blog per cercare di documentare e condividere il percorso che facevamo sull’orientamento alla scelta, convinti che la partecipazione di ragazzi, docenti e genitori fosse importante per cercare di utilizzare gli stessi linguaggi, favorire la conoscenza delle rappresentazioni che ci facciamo sul futuro.

Il futuro, sì, perchè scegliere una scuola secondaria è scegliere un pezzo di futuro e il futuro non può prescindere neppure dalla considerazione che chi non conosce l’utilizzo delle nuove tecnologie rischia di essere escluso dalla conoscenza e dall’apprendimento e quindi dal lavoro così come dalla possibilità di partecipare alla vita della comunità, alle scelte che devono essere fatte e producono cambiamenti sulla nostra vita.

Sia chiaro che le nuove tecnologie senza sapere scrivere in italiano o saper fare di conto, senza conoscere la storia o avere cognizione di dove ci troviamo,non serviranno comunque, ma Federico Morello che è un ragazzo di 16 anni, si è posto il problema di avere il “pane digitale”, ovvero di garantire il diritto alla rete internet anche nei luoghi più inaccessibili.

Anche nel momento in cui devo fare una scelta devo poter avere a disposizione tutti gli strumenti per avere la maggiore e più qualificata fonte di informazione, devo saper utilizzare gli strumenti di comunicazione e sapermi orientare all’interno delle informazioni.

Internet ci offre in questo momento uno strumento di informazione e comunicazione potentissimo, i social network ci permettono di condividere informazione e conoscenza, oltre a costituire uno strumento  di incontro.

E’ però evidente che la differenza la fa la modalità con la quale utilizziamo questi strumenti, quanto li conosciamo e quanto siamo capaci di utilizzarli per qualcosa di diverso dal futile, da quello che viene definito come “cazzeggio”.

Se torniamo all’articolo che abbiamo linkato sugli analfabeti digitali scopriamo che una grossa responsabilità ce l’hanno gli adulti, spesso incapaci di governare l’utilizzo delle tecnologie e quindi di presidiare e monitorare un utilizzo diverso della rete internet.

Noi siamo convinti che tra voi si nascondano diversi Federico Morello e che molti altri possano venire allo scoperto per partecipare e contribuire a suggerire e proporre il cambiamento necessario, non a caso abbiamo pensato di utilizzare la peer education come modalità di comunicazione.

Che cosa ci guadagno come peer educators

Seconda giornata di formazione per i ragazzi delle scuole secondarie di 2 grado ed ho posto la domanda che fa da titolo a questo post: che cosa ci guadagno a fare il peer educator?

Bene, qualcuno ha risposto: dei crediti formativi; ed io ho chiarito che ogni scuola lo farà probabilmente in maniera diversa, ma comunque noi rilasceremo a tutti una certificazione sulla fornazione e sugli incontri a cui hanno partecipato.

Abbiamo parlato di volontariato e di comunità, alcuni ragazzi fanno volontariato, pochi per la verità, ma ho spiegato come oltre al valore del volontariato dal punto di vista sociale c’è un valore anche in termini di costruzione di un curriculum che non sia fatto solo di educazione formale ma anche di educazione non formale.

Ho anche detto che la Comunità Europea, quella che ci scrive le letterine per la nostra condizione economica, ci scrive pure per dirci che l’educazione non formale ha un grande valore e va incentivata.

Così ho accennato agli scambi giovanili alla possibilità di costruirsi un curriculum fatto di corsi, di scoutismo, di iniziative sociali come appunto il volontariato.

Durante l’incontro odierno oltre alle consuete simulate che ci hanno aiutato a definire una modalità per raccontare le scelte abbiamo definito alcuni punti che possono aiutarli a raccontarsi:

  • i canali che hanno utilizzato per la loro scelta
  • i rapporti con i docenti
  • i rapporti con i genitori
  • il metodo di studio (c’è qualcuno che l’insegna?)
  • il clima che si respira a scuola
  • che cosa voglio fare da grande

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